lunedì 7 settembre 2015

Corto circuito

Non me ne vogliate male se faccio passare troppo tempo fra un post e l’altro, ma come vi avevo accennato tempo fa e come del resto è scritto nella descrizione del blog – inclusa la fanpage su facebook – io scrivo su altre testate e non sempre ho tempo di aggiornare il sito. Ma tranquilli, non me ne sono perso uno di avvenimento importante.
Intanto, ho ricordato vivi e morti e un film di prossima uscita, e il ritrovamento invece di un film a lungo perduto. E se non volete andare a cercarvi gli articoli, eccoli qua:

Il 14 luglio, ho scritto per Sagoma Comedy un articolo che ha avuto un certo successo in occasione dei 75 anni compiuti dal grande Renato Pozzetto. La vita l’è bela, ci ha insegnato il grande Renato, e per l’occasione ho voluto ripercorrere la sua lunga carriera, iniziata nei cabaret di Milano con l’amico d’infanzia Cochi, proseguita in coppia in televisione e poi al cinema, da solo, a partire dal 1974.
E' sempre mio desiderio lavorare ad un libro sul suo cinema - composto da oltre sessanta film, non pochi sono stati grandi successi al box office e a mia opinione ne ha girati davvero belli e divertenti. Raccolgo da sempre materiale su di lui e ho avuto la fortuna di conoscerlo anni fa, dietro le quinte di un suo spettacolo con Cochi a Roma. 2008, se ricordo bene. Per una serie di circostanze mi sono ritrovato a gestire la sua pagina di facebook ufficiale, ma come potete immaginare vorrei fare un lavoro che sia un omaggio ad un grande artista. Chissà, nel futuro…Io intanto ve l’ho detto!

Il 25 luglio ho invece omaggiato uno dei miei attori preferiti, Peter Sellers, con un lungo articolo intitolato “Irraggiungibile”, perché il comico inglese non ha avuto eguali né eredi. Unico, straordinario e anche ingestibile attore, Sellers ha lasciato una impronta fondamentale nella storia del cinema. A seguito di questo articolo, mi sono rivisto gran parte della saga della “Pantera Rosa”, e sono morto dal ridere. Funziona ancora bene e le sue scene con l’aiutante orientale Kato sono uno spasso, un culmine di distruzione.

Il 13 agosto, Sagoma mi ha chiesto un articolo sul nuovo film dei Ghostbusters, e li ho esauditi con un pezzo con il quale volevo far chiarezza su alcuni punti della storia della produzione di questo reboot, tanto chiacchierato quanto odiato già prima che uscisse anche un solo trailer. Che poi è ancora più facile riassumerlo così: dopo i due film negli anni Ottanta, regista e attori non sono più riusciti a far tornare gli amati acchiappafantasmi nelle sale con un terzo capitolo. Eppure le idee c’erano e sembrava quasi fatta, anche se Bill Murray aveva rifiutato di parteciparvi, quando poi improvvisamente muore Harold Ramis e lasciando Ivan Reitman e Dan Aykroyd – che sono, ricordiamolo, i principali responsabili del franchise assieme alla Sony – con un pugno di mosche. Il terzo film – che si sarebbe dovuto intitolare Ghostbusters – Alive Again – salta proprio quando l’ultima bozza era stata completata e un preventivo di budget approvato (161 milioni di dollari, se volete proprio saperlo). Visto che nel 2014 ricorreva l’importante anniversario dai 30 anni dal primo, la Sony non poteva cavalcare l’onda del rinnovo del franchise e così la butta sul riavvio totale, il famoso genere di reboot che non sempre c’azzecca nei risultati (un reboot che ha funzionato? Sherlock Holmes con Robert Downey Jr., nonostante i fan abbiamo gridato alla lesa maestà) e chiama Paul Feig e un cast al femminile. E quindi racconto cosa ci aspetterà nel 2016.

Il 3 settembre ho scritto un articolo sulla morte di Dean Jones, una star dei film live action della Disney. Formatosi nei teatri di Broadway, è esploso negli anni ’60 con le bizzarre storie della Disney, dal gatto spia per gli Stati Uniti al maggiolino tutto matto che ha un suo cuore. Come ha fatto a finire in un film di Boldi e De Sica è un mistero.

E infine, ultimo ma non ultimo, ho scritto una serie di articoli sull’importante ritrovamento di una vecchia comica di Stanlio e Ollio, The Battle of the Century (1927). Il film muto era arrivato ai giorni nostri incompleto, perché come molti film muti si era conservato male: una parte del secondo rullo (la famosa battaglia di torte in faccia) era stato salvato da un avanzato stato di decomposizione dal produttore Robert Youngson per usarlo nella compilation dedicata alle comiche The Golden Age of Comedy (1958), mentre una parte del primo rullo è stato ritrovato per puro caso negli archivi del Musem of Modern Art di New York da Leonard Maltin, nel lontano 1975. Unendo queste parti, per l’edizione home video è stata tentata la ricostruzione ottenendo così un film incompleto di 11 minuti.
Ora, nel giugno scorso, è stata scovata la seconda parte completa. Il caso ha dato i suoi frutti: parte del patrimonio di Youngson era stato acquistato da un collezionista che, una volta morto, l’ha recuperato un altro appassionato che ha così scoperto di avere il secondo rullo completo. Ben tre le proiezioni previste di questo film restaurato dalla Lobster Films, e l’ultima sarà proprio in Italia, a Pordenone, il prossimo 9 ottobre.
Qui trovate la storia del film e qui invece le news sulle anteprime.

lunedì 29 giugno 2015

Ted 2, recensione "fumata"



Tre anni dopo il primo episodio, ritornano i rimbombamici, l’orsacchiotto di peluche che ha preso miracolosamente vita di nome Ted e il suo miglior amico John, stavolta con un nodo difficile da sciogliere: un anno dopo il suo matrimonio con Lori, la cafonissima ma bella cassiera che avevamo visto nel primo film, Ted si ritrova con una crisi coniugale che decide di sistemare con un figlio da crescere. Lori però non può fare l’inseminazione artificiale – le droghe hanno ridotto così male le sue ovaie da far vomitare il loro medico – e lo Stato non vuole far adottare loro un bimbo. Motivo? Ted socialmente non ha mai fatto niente di utile, e poi, dettaglio non da poco, non è riconosciuto come essere vivente ma solo come “un bene”. Quindi viene annullato il matrimonio, perde il posto e viene emarginato dalla società. Ted e il suo amico decidono di portare lo Stato del Michigan in tribunale. La loro lotta sarà la base di questo film. 
Dopo il mega flop di “Un milione di modi per morire nel West” (2014), Seth MacFarlane riprende la sua seconda creatura più amata – dopo Peter Griffin – e costruisce un film comico che ha molti alti e bassi ma, fortunatamente, più alti da registrare. Non credo di sbagliare se definisco “Ted 2meglio del primo, e per vari motivi: più risate, meno cadute di ritmo, qualche volgarità gratuita, ma molte più citazioni e quasi tutte azzeccate. Classe 1973, MacFarlane è cresciuto con il cinema adolescenziale di John Hughes, Star Wars, Ghostbusters, I Goonies, insomma il top degli anni ’80 e si concede almeno due momenti memorabili: l’apparizione del campo di marijuana con la colonna sonora di “Jurassic Park” e la scena di John Candy che guida mentre mima la canzone “Mess Around” di Ray Charles, direttamente da “Un biglietto in due” (1987); la cosa sorprendente è che questo film ha diversi momenti che citano direttamente i Griffin con notevole divertimento: il drogato che colpisce con un pugno un tipo e vola dalla finestra, gli italiani che strillano dalle finestre, i classici flashback. E’ umorismo da cazzoni, che ridono con le canne, il porno e scatolette di sperma, le foto su facebook con hashtag idioti, i classici nerd che si incontrano al “Comicon”, eppure Ted 2 ha qualcosa da regalare allo spettatore più colto e non solo, come i titoli di testa che sono un bellissimo omaggio ai musical; dietro le risate, c’è qualcosa di molto più profondo. Ted lotta per essere riconosciuto essere vivente ma anche per superare le difficoltà nell’essere “diversi” in un paese senz’anima come gli USA, e vedere questo film all’alba della decisione di rendere legali i matrimoni fra gay fa un certo effetto. MacFarlane sembra un autore mai cresciuto che ha una certa nostalgia per le commedie di una volta – non andate troppo indietro, come vi ho detto dovete concentrarvi agli anni ’70 e ’80 – ma che non sa rinunciare ai vaffanculo facili per ottenere una risata. Ha comunque la cattiveria e una certa inventiva dei Monty Python. Gli manca a volte il genio, per questo il paragone di alcuni critici nostrani con Mel Brooks è davvero stonato.
Chi va di fretta può leggere direttamente qui: Ted vuole essere riconosciuto come umano, gli serve un avvocato di colore e invece ha un avvocato donna, giovane e fumata. Mark Wahlberg stavolta è spalla, ma si presta senza freni. Applausi per la voce italiana di Ted che stavolta non fa proprio rimpiangere l’originale, il grande Mino Caprio. Umorismo pesante che si scontra con momenti di classe.
Abbiamo ora un altro film da vedere con gli amici andando sul sicuro, grazie Seth.

(Posto due trailer, noterete delle differenze che probabilmente finiranno nella edizione home video fra le scene eliminate).


sabato 13 giugno 2015

C'è sempre tempo per Bill Murray

Pochi giorni fa abbiamo festeggiato il 31esimo anniversario di Ghostbusters al Vigamus, il Museo del Videogioco di Roma, e ho avuto il compito di raccontare la storia del film con una premessa che sembra aver interessato il pubblico presente: la formazione artistica di quei tre matti come cavalli che, uniti dal più matto di tutti, hanno avuto più punti di contatto e hanno lavorato a più riprese assieme, fino ad arrivare all'idea di fare un film assieme visto che il più matto non c'era più. E mi riferisco a Harold Ramis, Dan Aykroyd e Bill Murray, più il matto totale, John Belushi: prima nei palcoscenici di Second City, poi davanti le telecamere di Saturday Night Live e infine davanti le cineprese di Animal House (scritto da Ramis, prodotto da Reitman, interpretato da John), Polpette (scritto da Ramis, diretto da Reitman, con Bill), Palla da golf (scritto e diretto da Ramis, con Bill), Stripes (scritto da Ramis, diretto da Reitman, interpretato da Ramis e Murray) e Blues Brothers (scritto da Dan, interpretato da lui e Belushi). Visto che due su quattro non ci sono più, uno non è decisamente più sulla cresta dell'onda, giusto Bill Murray continua a piacere e girare film da protagonista. Diventato negli anni una presenza fissa di Wes Anderson, il grande comico americano è tornato con il sottovalutato St. Vincent e tornerà, il prossimo 23 ottobre nelle sale americane, con un film all’apparenza bizzarro intitolato Rock the Kasbah, diretto da Barry Levinson e scritto da Mitch Glazer. Ricordo alle memorie sbiadite che Mr. Levinson è premio Oscar per Rain Man - L'uomo della pioggia (1989), ha diretto Robin Williams in Good Morning, Vietnam (1987), Danny De Vito in Tin Men - 2 imbroglioni con signora (1987), Sleepers (1996), Robert De Niro e Dustin Hoffman in Sesso & potere (1997), ha collaborato alla scrittura di due film di Mel Brooks e faceva parte dello staff di scrittori del The Marty Feldman Comedy Machine (1971). E invece, per le memorie scolorite, Mitch Glazer era uno dei migliori amici di John Belushi, nato come giornalista collaborò al copione di S.O.S. Fantasmi (1988), e come produttore associato di Lost in Translation (2003), entrambi con Murray. Abbiamo qui tre combinazioni di esperti della commedia, insomma. Il film racconta la storia del manager musicale Richie Vance (Bill Murray) che, abbandonato dalla sua ultima cliente (Zooey Deschanel) durante un tour in Afghanistan, si ritrova solo a vagare per il paese e scoprirà una voce inaspettata. Uscirà nelle sale americane il 23 ottobre e nel cast, oltre a Bill Murray e Zooey Deschanel, troviamo: Kate Hudson, Danny McBride, Scott Caan, e Bruce Willis.
Qui sotto il trailer e lo splendido poster.
E poi andremo tutti a vederlo, perché c’è sempre tempo per Bill Murray, una delle persone più divertenti al mondo che, attenzione, potrebbe imbucarsi un giorno nella vostra festa.


venerdì 8 maggio 2015

UNA RETROSPETTIVA SU STANLIO E OLLIO A ROMA

Da Sagoma Magazine il 5 maggio.

La coppia più comica del mondo, Stanlio e Ollio, torna al cinema in occasione di una rassegna a loro dedicata e che si svolgerà a Roma. Siete pronti ad un weekend di sane risate?



Nel cinquantesimo della morte di Stan Laurel la Cineteca Nazionale, in collaborazione con la sezione italiana “Noi siamo le Colonne” Oasi #165 dell’Associazione Internazionale “Figli del Deserto”, l’AAMOD – Scuola di cinema Cesare Zavattini e l’Irtem – Istituto di ricerca per il teatro musicale, rende omaggio a Laurel e Hardy con una prospettiva di materiale raro ed anche inedito presso il cinema TREVI di Roma sabato 9 e domenica 10 Maggio!
Questa rassegna vuole raccontare in che modo i due comici e i loro film sono stati conosciuti e diffusi in Italia. Innumerevoli sono i film di montaggio di cortometraggi e spezzoni “confezionati” nel nostro paese che, pur artefatti dalle svariate manomissioni di fantasiosi distributori, costituirono una delle ragioni del loro duraturo successo nel nostro Paese. Fondamentale per la popolarità dell’opera di Laurel e Hardy in Italia è stato il loro particolare modo di parlare reso inconfondibile dalla maestria dei doppiatori che negli anni si sono succeduti – impossibile non ricordare la “coppia” di voci formata da Mauro Zambuto e Alberto Sordi, o il contributo dato da Carlo Croccolo in coppia prima con Fiorenzo Fiorentini e poi Franco Latini, fino all’ultima coppia ufficiale, composta da Enzo Garinei e Giorgio Ariani. E’ su questa prospettiva che è stata organizzata questa imperdibile rassegna per la quale sono stati raccolti materiali davvero rari – alcuni unici – e che vengono presentati nel programma seguente:

SABATO 9 MAGGIO
Ore 17,00 – Incontro con i Figli del Deserto moderato da Enzo Pio Pignatiello e Sergio Bruno. A seguire:

S.O.S. Stanlio e Ollio (The Further Perils of Laurel & Hardy, 1967). Antologia di Robert Youngson. Edizione italiana con il commento di Pino Locchi.

a seguire

Dieci minuti con il doppiatore (1948) di Gaetano Amata – in 35 mm.

Ore 19.00 – Le due mogli di Ollio (1950) – film di montaggio italiano con i cortometraggi Hog Wild (1930) e Thicker Than Water (1935) con doppiaggio di Alberto Sordi e Mauro Zambuto.

A seguire:
Le avventure di Stanlio e Ollio (1958) film di montaggio italiano con i cortometraggi Below Zero (1930), Another Fine Mess (1930) e The Chimp (1932) con doppiaggio di Alberto Sordi e Mauro Zambuto. Introduce il trailer originale.

DOMENICA 10 MAGGIO

Ore 16.30 – trailer di Ollio sposo mattacchione e Atollo K

a seguire:

Piano…forte! (1947)  film di montaggio italiano con i cortometraggi The Music Box e Scram! del 1932 con doppiaggio di Alberto Sordi e Mauro Zambuto.

A seguire:
Allegri gemelli (Our Relations – 1936) prodotto da Stan Laurel, regia di Harry Lachman – edizione italiana del 1949 con doppiaggio di Carlo Croccolo e Fiorenzo Fiorentini.

In chiusura:
trailer de La bomba comica e Stanlio ed Ollio alla riscossa
Come avete ben capito, saranno proiettati davvero pezzi “forti” per questa occasione che non dovete assolutamente perdere – vi aspettiamo quindi nei pomeriggi di sabato 9 e domenica 10 maggio al cinema Trevi di Roma – che, di fatto, si trova di fronte la Fontana di Trevi! – per omaggiare Stanlio e Ollio a 50 anni dalla dipartita di Stan e dai 125 anni della sua nascita.
Ah, importante, l’INGRESSO è LIBERO e GRATUITO per TUTTI!

martedì 28 aprile 2015

Con elegante ritardo...vi comunico...

io alle prese con un vapore a piena erranza di quinta classe
Va bene mettiamola così, sono stato così incasinato che quando sono tornato in questo blog, oggi, ho trovato polvere alta così e diversi argomenti persi per strada. Ma non li ho smarriti del tutto. Non potevano sfuggirmi i 40 anni dal primo Fantozzi, articolo che ho prontamente scritto per Sagoma Editore, festeggiando con loro un anno intero di collaborazioni intellettuali (ma che cavolo sto dicendo?), né potevo dimenticare i miei impegni da Ghostbuster che avevo preso per il Cartoomics di Milano o il Romics di Roma, eventi straordinari che sono andati più che bene (e basta cliccare nei link per leggere i resoconti scritti...da me) e che mi confermano che Ghostbusters Italia è una associazione che ha fatto male ad arruolarmi perché sto rifacendo i contenuti del loro sito (come da verbale) e ho già finito tutta la vernice. All'orizzonte forse qualche novità editoriale? presto per dirlo.
E siccome ci sono…e ve lo state chiedendo, vi vedo già lì che buttate lo yogurt delle sei del pomeriggio, sì ho visto Avengers Age of Ultron. Posto centrale, “prima” del 22 aprile, fumogeni e tifo indiavolato. Risultato? Un po’ frastornante, ma a livello ritmico migliore del primo. Qualcosa della storia si perde per strada ma, dopo 142 minuti e una gran voglia di rivederlo, chi da più peso a queste cose? 
Ma ne approfitto anche per segnalarvi che i Figli del deserto, quelle simpatiche carogne con il Fez rosso e una passione incredibile per Stanlio e Ollio, ne ha combinata un’altra e il 9 e il 10 maggio prossimi saranno al Cinema Trevi di Roma per una rassegna dedicata a Stanlio e Ollio. Il ricco programma fatto di rarità incredibili lo potete leggere QUI. Io vi aspetto, magari ci prendiamo un caffè. Magari pagate voi. Io starò in sala a ridere.
L'evento è stato promosso dalla Cineteca Nazionale di Roma in collaborazione con l'IRTEM e con l'Associazione Noi siamo le colonne - fra zampini e zamponi di Enzo Pio Pignatiello e Benedetto Gemma, il nostro Sceicco. L'ingresso è gratuito, i film quasi tutti in pellicola, alcuni titoli sono mostruosamente rari - non ci sono scuse per non venire.

sabato 28 febbraio 2015

Spettatore da 25 anni

Mai avrei pensato un giorno di tornare indietro nel tempo di 25 anni fa, quando mio padre mi portò per la prima volta al cinema. E' un avvenimento che accade prima o poi a tutti nella infanzia e non a caso rimane nei nostri cuori ma sopratutto nella nostra memoria per tutta la vita. Ho cercato di memorizzare il più possibile di quel pomeriggio che passai al cinema Sisto di Ostia Lido (oggi diventato un Bingo) folgorato dal fascio di luce che partiva silenzioso dalla sala del proiezionista verso uno schermo che mi parve enorme, bianco, in attesa delle nostre emozioni. Io avevo 8 anni, ma erano già diversi anni che supplicavo mio padre a portarmi al cinema. Forse non era convinto del mio comportamento - ero piuttosto vivace - ma sapeva di avermi dato un dispiacere enorme quando non mi portò a vedere Chi ha incastrato Roger Rabbit all'età di sei anni. Quindi, ora gli toccava anche perché seppur non fossi viziato rompevo molto i coglioni. E così, il 18 febbraio 1990, papà fece questo clamoroso sforzo e mi portò a vedere l'unico film in programmazione che potesse andare bene per un bambino. Qui sotto la programmazione di quel giorno. Indovinerete il titolo con facilità:


Esatto, Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi fu il primo film della mia vita. Chi è troppo giovane non può ricordarselo ma prima di ogni film della Disney veniva proiettato un cortometraggio animato e io fui davvero fortunato perché era un cartone di Rober Rabbit, uno dei tre corti realizzati per sperimentare il coniglio come possibile star di una serie. Tecnicamente quindi il primo film che vidi fu Una pazza indigestione (Tummy Trouble), un parziale risarcimento alla mancata visione di Chi ha incastrato, e furono sette minuti velocissimi, una fila di fuoco di gag demenziali che rischiai seriamente di farmela sotto: papà mi sgomitava dicendomi di calmarmi perché potevo disturbare gli altri spettatori ma ridevo troppo per dargli retta. 
Devo ammettere che fui abbastanza fortunato a cominciare la mia esperienza come spettatore cinematografico con un film della Disney, e se vi ricordate bene la trama era piuttosto bizzarro ma molto divertente. E rivedere Rick Moranis me lo rendeva tutto particolarmente simpatico. Moranis mi aveva fatto ridere come un matto pochi mesi prima, in televisione, vedendo per la prima volta su Canale 5 il mitico Ghostbusters (1984). 
Vi ricordate il film di Moranis? Lui era uno scienziato che ha inventato una macchina che rimpicciolisce le cose, e che per errore rimpicciolisce i suoi figli e il figlio del vicino: finiti nel giardino di casa, diventato per loro una vera giungla piena di pericoli (ve la ricordate la formica addomesticata?), comincerà per loro una avventura incredibile.
Ecco, se volevo conoscere la magia del cinema, mi ero servito sul piatto un film originale e divertente. Non ho mai visto i seguiti che la Disney girò sulla scia del successo avuto - dove praticamente prima allargano un ragazzino, poi si rimpiccioliscono i genitori, poi... - perché non volevo guastare il ricordo di quel pomeriggio tanto importante per me, a otto anni, senza popcorn ma con un film indimenticabile.

giovedì 5 febbraio 2015

50 ANNI SENZA STANLIO

manifesto realizzato da Alex Rossini
Fra pochi giorni, il 23 febbraio prossimo, cadrà un anniversario importante: saranno infatti 50 anni dalla scomparsa di Stan Laurel, il nostro Stanlio, che ci lasciò il 23 febbraio 1965 all'età di 75 anni non compiuti. Per l'occasione, l'Associazione Figli del deserto - il fanclub internazionale di Stanlio e Ollio - sta lavorando per celebrare il meglio possibile il genio comico di Stan che, nel 2015, compirà fra l'altro 125 anni.
Il primo evento che hanno organizzato sarà a Roma, proprio lunedì 23 febbraio, riportando al cinema dopo decenni il classico I DIAVOLI VOLANTI (The Flying Deuces, 1939) ovviamente in italiano, con le voci storiche di Mauro Zambuto (Stanlio) e Alberto Sordi (Ollio). Il cinema che li ospiterà è il cinema Tiziano di Roma (Via Guido Reni n.2, zona Flaminia/Parioli) e l'occasione sarà doppia perché due sono gli spettacoli a disposizione: alle 16,30 e alle 22,30, e l'ingresso sarà gratuito. I "figli" saranno presenti anche per introdurre il film con curiosità e aneddoti su Stan e sulla coppia, e in più sarà possibile acquistare memorabilia su Stanlio e Ollio nello stand che sarà allestito all'interno del cinema. Sarà occasione di tornare al vecchio fascino di vedere un film d'epoca in un cinema storico come il Tiziano e....di ridere come matti!
Quindi ci vedremo tutti a Roma il prossimo 23 febbraio alle ore 16.30 o alle 22.30 (o ad entrambi gli spettacoli!) per rivedere I diavoli volanti al cinema in formato HD. Prima della proiezione, ci sarà una sorpresa per i cinefili e non solo.

lunedì 26 gennaio 2015

"Ghostbusters", 30 anni in Italia

Ho scritto pochi giorni fa un nuovo articolo sul prossimo evento che coinvolgerà tutti i fan italiani di Ghostbusters: il 31 gennaio saranno trent'anni dalla "prima" italiana. Era infatti giovedì 31 gennaio 1985 che il film venne distribuito con "prima" nelle città capozona, fra cui Roma, dove la "prima" avvenne al cinema Adriano alle ore 15. Chi scrive ha realizzato una storia del film in Italia per l'associazione culturale Ghostbusters Italia, per la quale ho raccolto articoli e documenti d'epoca per raccontare tutto quello che c'è da sapere su uno dei film di maggior incasso in quella stagione ed ancora oggi cult assoluto. Nel momento in cui scrivo, ho trovato altri documenti e materiale che porteranno ad un nuovo aggiornamento alla storia mai raccontata del film in Italia. Una passione molto forte. Questo 31 gennaio sarà occasione di rivedere il film contemporaneamente a molti fan che hanno condiviso l'evento su facebook.

giovedì 22 gennaio 2015

Steno, il regista del comico

Il 2015 inizia con un articolo che ho scritto per Sagoma ieri sui cento anni dalla nascita di Steno, il grande regista del genere comico che in mezzo secololo ha diretto praticamente tutti, da Totò ad Alberto Sordi, da Aldo Fabrizi a Ugo Tognazzi, da Walter Chiari a Orson Welles, da Renato Pozzetto a Bud Spencer e così via. Un artigiano, un regista commerciale molto bravo nei tempi veloci. Su oltre 70 regie, è stato facile dirigere qualche vaccata, ma Steno è nell'olimpo dei grandi registi perché ha firmato Guardie e ladri, Un americano a Roma, Totò a colori, Febbre da Cavallo, La patata bollente e così via. Una filmografia impressionante. E poi, quanti sapevano che la voce del regista del famoso carosello del Vat 69 era la sua? Dopo aver letto l'articolo, rivedetevi questa scena, che sembra essere rimasta impressa a tutti, con le dovute ragioni: fa ridere. Mica..