L’appuntamento è fissato al Parco “Bruno Donatelli” di Narni Scalo, alle 21:00 dell’8 agosto 2026. Ospiti della serata condotta dal direttore artistico Alberto Crespi, il sottoscritto e Alberto Farina, che per Rai Movie ha curato il restauro delle edizioni italiane dei film di Stanlio e Ollio, direttamente dalle copie Betafilm, e pubblicate su Raiplay. A metà agosto, anticipo qui, la coppia tornerà in onda con un nuovo ciclo di comiche sonore, con copie nuove fiammanti e il doppio audio inglese-italiano. Tutte le info su Le vie del cinema qui.
martedì 21 luglio 2026
Le vie del cinema omaggiano Stanlio & Ollio
martedì 23 giugno 2026
Maurizio Nichetti, il cinema e oltre
Un autore in continua espansione, ma che all’occorrenza, da conoscitore di tutti i segreti della “macchina cinema”, sa farsi artigiano; colto ma non necessariamente cinefilo; politico ma non ideologico; sempre fedele a se stesso, ma senza cadere nella ripetizione e nel cliché.
A mezzo secolo di distanza da Ratataplan – che per la prima volta lo rivelò sulla scena internazionale, dopo un lungo apprendistato a fianco di uno dei padri dell’animazione italiana come Bruno Bozzetto – ripercorrere oggi le avventure di Nichetti nell’audiovisivo significa riscoprirne non soltanto la profonda originalità, ma anche l’indiscutibile spessore teorico. I contributi di questo volume indagano appunto la feconda attualità della produzione nichettiana: il rapporto con la tradizione del comico, la propensione per un fantastico che affondi le radici nel quotidiano, la doppia dimensione di regista e interprete, il gusto per l’ibridazione linguistica, l’attenzione costante agli sviluppi tecnologici e alle trasformazioni del panorama mediale.
Al tempo stesso, le testimonianze di amici e collaboratori permettono di fare luce su un metodo di lavoro che ha sempre privilegiato la dimensione collettiva della factory al gesto demiurgico dell’autore “con la A maiuscola”.
Con una prefazione disegnata da Bruno Bozzetto.
Saggi, interviste e testimonianze di: Alberto Anile, Pedro Armocida, Mario Battistoni, Gianni Biondillo, Daniela Brogi, Gianni Canova, Paola Casella, Massimo Causo, Alice Cucchetti, Francesco D’Asero, Fiaba Di Martino, Ernesto Di Sarro, Luca Di Stefano, Mauro Donzelli, Ilaria Feole, Angela Finocchiaro, Gabriele Gimmelli, Elena Gipponi, Marco Giusti, Mariella Lazzarin, Denis Lotti, Anton Giulio Mancino, Rocco Moccagatta, Maurizio Nichetti, Cristiana Paternò, Mariapaola Pierini, Marco Pistoia, Matteo Pollone, Ilaria Ravarino, Marida Rizzuti, Giulio Sangiorgio, Carlo Siliotto, Livia Sisi, Barbara Sorrentini, Leonardo Strano, Giancarlo Zappoli, Paola Zeni.
Cronologia completa dei lavori per il cinema, la televisione, il teatro e la pubblicità a cura di Andrea Ciaffaroni.
SCHEDA
Maurizio Nichetti. Il cinema e l'oltre. A cura di Pedro Armocida e Gabriele Gimmelli. ISBN: 978-8829796434. Pagine 352. Prezzo: 28 euro.
sabato 13 giugno 2026
Stanlio e Ollio galattici
"Il Corriere d'Informazione" del 3 giugno 1977 titolava così questo trafiletto dedicato a Guerre Stellari, senza sapere che l'ispirazione per i due droidi C-3PO e R2-D2 era davvero la celebre coppia Stanlio e Ollio. Nella versione italiana, inoltre, R2-D2 divenne C1-P8, un nome scelto per assonanza con un altro celebre duo comico, Gianni e Pinotto.venerdì 1 maggio 2026
Stanlio e Ollio al cinema a Milano!
Tutti i dettagli per l'acquisto del biglietto li trovate qui.
Per ripassare l'argomento, penso vi bastino le parole del grande Nichetti ha dedicato al libro lo scorso 16 aprile.
mercoledì 8 aprile 2026
Stanlio e Ollio su "Robinson"
Il cinema di Stan Laurel & Oliver Hardy, uscito un mese fa, continuerà il suo percorso di presentazioni, e a breve darò notizia della prima milanese con un ospite d'eccezione. Ma nel frattempo, acquistate il libro qui.
venerdì 6 marzo 2026
Le avventure di Stanlio e Ollio a Hollywood Party
domenica 8 febbraio 2026
Il cinema di Stan Laurel & Oliver Hardy
A cent’anni dal loro primo film insieme, questo libro è il racconto storico-analitico del cinema di Stan Laurel e Oliver Hardy, la coppia comica più famosa e amata al mondo, nota in Italia come Stanlio e Ollio. Dietro la perfezione dei loro “disastri” si nasconde una delle carriere più accidentate e affascinanti della storia del cinema comico: un percorso lungo oltre venticinque anni e più di cento film, segnato da scelte complesse, intuizioni geniali e cambiamenti epocali. Per la prima volta in Italia, la loro opera viene analizzata mettendo al centro il ruolo autoriale di Stan Laurel e il rapporto indissolubile con Oliver Hardy, la costruzione delle gag, il confronto tra le sceneggiature e i film completati, le testimonianze dei collaboratori, fino alle recensioni d’epoca e al lavoro di ricerca degli studiosi internazionali. Il libro ricostruisce l’evoluzione del loro cinema, le tappe della loro carriera e il modo in cui, insieme, hanno definito un’arte comica unica e irripetibile. Un omaggio rigoroso e appassionato all’arte mimica e scenica di Stan e Ollie, due geni assoluti che ancora oggi meritano la nostra attenzione ― e, soprattutto, le nostre risate.
"Il cinema di Stan Laurel & Oliver Hardy". 420 pagine (più 18 di rare fotografie).
Per prenotazioni: ordini@edizionisabinae.com o clicca qui
giovedì 29 gennaio 2026
Stanlio e Ollio eroi del circo
L’interesse di Medrano per le figure di Stanlio e Ollio non era affatto casuale. Le origini della coppia affondavano infatti nella tradizione della Commedia dell’arte, nella struttura classica del Clown Bianco e dell’Augusto – il comico e la spalla – e soprattutto nella maschera di Zanni, il servo che assisteva i padroni come il Magnifico, più noto come Pantalone, da cui sarebbero nati i servi sciocchi quali Arlecchino e Pulcinella. Nel bellissimo film documentario I clowns, girato nel 1970 da Federico Fellini per la RAI, compare una splendida scena in cui Tristan Rémy, il più importante storico del circo e dei clown, discute animatamente con alcuni celebri “augusti” sul loro ruolo all’interno della coppia. La conversazione si accende quando Rémy mette in dubbio che il clown bianco possa far ridere quanto – se non più – dell'Augusto, senza però giungere a una conclusione definitiva.
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| Grock e Antonet |
Nel libro dedicato al film di Fellini si legge inoltre una nota curiosa, raramente riportata altrove: il primo nomignolo con cui Laurel e Hardy vennero battezzati in Italia, Crick e Crock (talvolta trascritto erroneamente negli annunci pubblicitari come Krik e Krok), fu scelto per aderire alla tradizione dei nomi buffi delle coppie di clown dell’epoca. In particolare, il riferimento principale sembra essere la coppia «Brick e Brock», formata agli inizi del Novecento da Marius Galante, clown marsigliese, e da un partner sconosciuto noto con il nome d’arte di Brock. Nel 1903 Galante sostituì il suo Augusto con Adrien Wettach, clown svizzero destinato a creare di lì a poco il celebre personaggio di Grock, con il quale sarebbe diventato noto in tutto il mondo come “il più grande clown di tutti i tempi”. I due formarono per diversi anni la coppia “Brick e Grock”, ma nonostante il successo si separarono per divergenze artistiche. Grock proseguì la propria carriera accanto all’italiano Umberto “Antonet” Guillaume, clown bianco del Cirque de Paris, fino ai primi anni Dieci, quando le sue ambizioni di passare dal ruolo di Clown a quello dell'Augusto posero fine anche a questa collaborazione (la storia dei clown è assai più vasta di quanto si creda: Antonet era fratello di Ferdinando, uno dei primi comici del cinema muto, noto con i nomi d’arte di Tontolini e Polidor).
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| con Rivel, 1947 |
Infine, come noto, Stan Laurel e Oliver Hardy ambientarono un solo cortometraggio nel mondo del circo, The Chimp (1932), nel quale non interpretavano dei clown in senso stretto, bensì due inservienti che mandavano in rovina il circo con un colpo di cannone, riuscendo paradossalmente a far ridere più degli stessi pagliacci. Stan e Oliver erano, del resto, apertamente ammirati dai clown. Fra i loro amici figurava lo spagnolo Charles Rivel, uno dei più celebri del secolo scorso, noto per un numero in cui imitava il vagabondo di Charlie Chaplin sulle piste dei circhi. Rivel arrivò persino a vantarsi di aver sconfitto Chaplin stesso in un concorso tra sosia, e dovette affrontare un’azione legale per plagio intentata dalla United Artists. Nel novembre del 1947, durante l’ingaggio al Lido di Parigi, Laurel e Hardy conobbero Rivel nel backstage; per l’occasione venne scattata una fotografia che il clown spagnolo conserverà fra i ricordi più cari.
Alla fine, Laurel e Hardy, come Chaplin e Keaton, seguirono l’evoluzione dello spettacolo comico che dal circo si era spostato nei varietà inglesi e americani, trovando nella pellicola una forma di conservazione eterna. Molti altri volti e nomi, invece, che sotto i tendoni – o per le strade – di tutto il mondo avevano sfidato il pubblico con i lazzi e i colpi dello slapstick, quella comicità violentemente fisica che affonda le sue radici nella Commedia dell’arte, sono svaniti nel buio di uno spettacolo che, prima o poi, finisce per tutti.



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