mercoledì 21 settembre 2016

Stanlio e Ollio e i due Ladroni

Stan Laurel, il fonico Elmer Raguse, e Oliver Hardy, con i microfoni Victor
Oggi pubblico un  dossier che forse potrebbe far luce su un aspetto poco trattato dai biografi e studiosi che riguarda la coppia Stan Laurel e Oliver Hardy.
Oggi parliamo del buffo e notissimo doppiaggio italiano che è stato dato a Stanlio e Ollio.
Come questo accadde? La distribuzione italiana della MGM prese la decisione più semplice: il pubblico aveva apprezzato enormemente il fatto che Stan e Oliver, nei primi film distribuiti in Italia, recitavano in italiano con esiti ovviamente disastrosi e poco comprensibili, ma molto divertenti. L’idea quindi fu degli stessi Laurel e Hardy. Ecco spiegato in poche righe perché ancora oggi sono doppiati in questa maniera. 
Ma andiamo con ordine. 
La Vanguardia, 2 febbraio 1930
Senza dare scontato che tutti conoscano Stanlio e Ollio in tutti i loro aspetti e percorsi più importanti, ricordo che anche la nostra coppia dovette affrontare la devastante transizione dal muto al parlato. La definisco devastante perché, per quanto sembrava essere inevitabile l’arrivo del parlato, il cinema fino al 1927 era muto e molti attori non erano pronti o adeguati a far sentire la loro voce. I grandi comici del muto, tra l’altro, erano a disagio con i dialoghi: Buster Keaton, Harold Lloyd, Harry Langdon, dovettero piegarsi alla nuova Era non sempre con i risultati cui ci avevano abituato. Charlie Chaplin aspetterà il 1940 prima di realizzare il suo primo film parlato. Laurel e Hardy, invece, non usavano molti dialoghi e aggiunsero alla loro comicità un uso del sonoro intelligente e di sicuro effetto.
Oltre alle difficoltà artistiche, il vero problema rimaneva la distribuzione oltreoceano dove la lingua inglese non era parlata, perché la tecnica del doppiaggio era ancora lontana ad essere inventata. Il problema venne affrontato dagli Studi Roach nel 1929: si decise la strada della versione fonetica girata nella lingua interessata, una tecnica piuttosto faticosa ma efficace; la cosa era molto apprezzata in Europa, perché Stan e Oliver recitavano “a pappagallo” le lingue straniere con una vaga idea di quello che dicevano, e con il risultato di sbagliare gli accenti e storpiare le parole: per quanto fosse a volte incomprensibile, l’effetto era molto comico. 
A Marzo di quell’anno era stato installato l’equipaggiamento sonoro della Victor Talking Machine Company, che registrava su dischi a 78 giri gli effetti e i dialoghi sincronizzati per il film da sonorizzare. A Maggio, Laurel e Hardy girarono il loro primo film parlato, Unaccustomed As We Are, cioè Non abituati come siamo (col sonoro!). Ottenuto un enorme successo con i primi corti parlati, Roach decise di iniziare con il mercato straniero più grande, e cioè quello in lingua spagnola: comprendeva fra i tanti paesi la Spagna, l’Argentina, il Messico, e parte dei cittadini immigrati che vivevano negli Stati Uniti. Per lui significava anche un grande investimento di denaro, giustificato dal fatto che Laurel e Hardy, nel ’29, erano diventati i comici più famosi del paese. Godevano anche di una certa reputazione da essere riconosciuta dalla MGM tanto da essere chiesti in prestito per salvare il film  The Rogue Song (tit. it., Amor gitano), girato apposta per lanciare il tenore Lawrence Tibbett e che dalle anteprime non era uscito niente di buono (il risultato fu che Laurel e Hardy, per quanto divertenti, c’entravano come i cavoli a merenda).

I DUE LADRONI
 
La Vanguardia, 1 febbraio 1930
Il primo film destinato a essere girato in più lingue fu Night Owls, per la regia di James Parrott. La trama era semplice: nel quartiere dove il poliziotto Edgar Kennedy è di servizio, ci sono solo furti e rapine, e dopo l’ennesimo rimprovero del capo della polizia, egli decide di assolvere i due vagabondi Laurel e Hardy per inscenare un furto proprio nella casa del suo capo, in modo da intervenire in tempo e farsi bello ai suoi occhi. Il finale è classico: Stanlio e Ollio combinano solo guai e si danno alla fuga non appena sentono le sirene della polizia, e Kennedy irrompe nella casa quando il suo capo giunge nel soggiorno, credendolo così il vero autore delle rapine nel quartiere.
Il film venne girato tra il 30 ottobre e il 12 novembre 1929: i registri degli Studi Roach non indicano nulla sulle versioni straniere, ma il Variety annotò il 13 novembre che “due versioni sono state fatte simultaneamente. Prima una scena viene parlata in inglese, poi viene ripetuta in spagnolo”. L’articolo getta la prima ombra sull’altra versione che risulta essere stata girata, e cioè proprio quella italiana, intitolata Ladroni: l’ipotesi più attendibile è che il film sia stato effettivamente doppiato da Laurel e Hardy in italiano in un secondo momento. . 
"Variety", 13 novembre 1929
Probabilmente Roach non era ancora sicuro di investire altro denaro perché aspettava il responso della versione spagnola, intitolata Ladrones, e questo avvenne in America, con la “prima” a New York in un cinema dove si proiettavano film in lingua straniera, il 7 gennaio 1930; la recensione del Variety, datata 15 gennaio, notò come i dialoghi fossero ridotti al minimo e come il pubblico di lingua spagnola presente in sala si divertì un mondo senza capire granché. Eppure per l’occasione Hal Roach aveva assunto attori spagnoli di supporto e, come sarà tradizione per le future versioni straniere, degli insegnanti di lingua spagnola, francese e tedesco erano presenti sul set per aiutare Laurel e Hardy con la fonetica dei dialoghi, comunque trascritti su dei gobbi posti dietro la cinepresa. Inoltre, per venire incontro ai programmi di sala europei, che comprendevano spettacoli della durata di almeno due ore di film, Roach e Stan Laurel decisero di allungare queste versioni straniere aggiungendo gag che magari alle anteprime americane non avevano funzionato.

"Cinema-Teatro", n.23-24,
15-31 dicembre 1930
Per risultato, il film rispetto alla versione originale americana durava venti o trenta minuti in più, e, a volte, cambiava anche il finale. E’ questo il caso di Ladrones e quindi anche di Ladroni: dopo varie peripezie la nostra coppia è riuscita ad entrare nella villa, ma cercando al buio oggetti preziosi da rubare inavvertitamente azionano un pianoforte meccanico. Svegliato dalla musica, il capo della polizia dice al suo maggiordomo Finlayson di chiamare la polizia, poi entra nella sala dove sta avvenendo il furto e, pistola in pugno, chiude il pianoforte e grida, “Mani in alto!”. Tre poliziotti entrano in casa per arrestare Laurel e Hardy, mentre Kennedy, ignaro di quanto sta accadendo, entra in casa sparando e gridando. Inciampa nei piedi del suo capo e qui si accorge di essere arrivato tardi. Ollie gli dice, “Aiutaci, amico!”, ed il capo della polizia dice a Kennedy, “Conosce questi uomini?”, e Kennedy, “Non li conosco…!” Stan e Ollie vengono portati alla centrale insieme a Kennedy dai poliziotti giunti sulla scena; nella decappottabile di servizio vengono fatti sedere sui sedili posteriori. 
Il capo della polizia li segue sulla sua vettura personale, guidata dal maggiordomo Finlayson. Durante il tragitto, Laurel e Hardy notano che un ramo di una pianta lungo la strada che si sta approssimando, sporge sulla strada. Con un balzo vi si aggrappano e, rimanendone appesi, riescono ad uscire dall’auto dei poliziotti. Nel momento in cui lasciano la presa per ricadere al suolo passa l’auto di Finlayson ed il capo: Stan e Ollie cadono seduti sui sedili posteriori di questa, il capo spaventandosi perde il controllo dell’auto che affonda in un laghetto.  

L’ipotesi che sia stato doppiato in italiano potrebbe essere anche confermato da altri dati che emergono nell’archivio online della Victor: le matrici dei quattro dischi necessari per il sonoro di Ladroni (MVR-54999, MVR-61101, MVR-61102, e MVR-61103) sono datate 25 e 26 agosto 1930, e cioè circa otto mesi dopo la distribuzione di Night Owls e di Ladrones. In più, i registri degli Studi Roach riportano che entrambi le versioni hanno la stessa lunghezza di metri di pellicola di 3306 piedi. Sono esattamente 1021 metri, circa 37 minuti di film. E’ l’unico caso fra tutte le versioni fonetiche girate da Laurel e Hardy fino al 1931.
Variety, 30 luglio 1930
Il Variety del 30 luglio 1930 aveva scritto che il mercato italiano era stato aggiunto fra quelli previsti da Roach, e che L&H avrebbero parlato italiano la successiva settimana per Night Owls. Aggiungo nel confermare che Roach aveva preso questa decisione perché Ladrones stava facendo ottimi affari soprattutto a Barcellona e a Buenos Aires, e nello stesso periodo era cominciata la produzione del primo lungometraggio di Laurel e Hardy, intitolato The Rap (poi re-intitolato Pardon Us), previsto in ben quattro versioni fonetiche: spagnolo, tedesco, francese e italiano.
(nel caso ve lo stiate chiedendo, Ladrones si è miracolosamente salvato: ritrovato nel 1986 assieme alle altre versioni spagnole girate da L&H, è disponibile in Dvd sia in Europa [cofanetto Universal, 2004] che, restaurato dall’UCLA, su Dvd americano [Vivendi, 2011]. Dura esattamente 36 minuti, circa quindici in più rispetto a Night Owls). 

MURAGLIE

Riferisce Randy Skretvedt, il miglior biografo della coppia in assoluto, che le riprese delle versioni fonetiche di The Rap sono state effettuate simultaneamente. Le riprese hanno avuto inizio il 13 agosto 1930, e hanno continuato fino alla fine del mese (altro materiale per le versioni straniere venne girato nella prima metà di settembre 1930). Pensate che fra agosto e novembre Laurel e Hardy furono impegnati fra le riprese del film in inglese - con altrettante scene da rigirare - e quelle fonetiche, un periodo di super lavoro che non fermò l'abitudine di Stan di rispondere alle lettere dei fan, come si legge in questa lettera del 17 novembre 1930: "Mi perdoni per il ritardo della mia risposta alla sua del 9 ottobre, ma siamo stati pesantemente impegnati con le riprese delle versioni straniere del nostro primo lungometraggio. Il titolo è cambiato da The Rap a Their First Mistake. Spero che vi piacerà quando andrà a vederlo. Abbiamo girato in cinque lingue - inglese, spagnolo, francese, tedesco e italiano - e parlato in tutte queste". Con il nuovo titolo il film durava 65 minuti, poi ridotti a 56 con una nuova edizione intitolata finalmente Pardon Us.
 
La Vanguardia, 8 febbraio 1930
Nel frattempo Ladroni venne spedito in Italia per far conoscere la coppia, ancora praticamente inedita nel nostro paese: è stato accertato che diversi film muti del duo uscirono da noi poco prima del 1928-29, ma la MGM non aveva ancora organizzato un vero lancio e questo avverrà nel 1931. Ladroni venne passato intanto al vaglio dei censori nostrani: il visto censura n. 26055 del 31 ottobre 1930 approvò con riserva la visione del film, perché bisognava “Togliere ogni scena dialogata o comunque parlata in lingua straniera”. Questa dicitura veniva ripetuta per ogni film straniero che giungeva in Italia non doppiato: dovete sapere che la difficoltà di distribuzione dei film americani in Italia gettò nel panico un sacco di esercenti; inizialmente si pensò ai sottotitoli e poi alle didascalie al posto dei dialoghi, ma l’idea venne scartata visto l’alto tasso di analfabetismo (un altro problema era che rallentavano troppo il ritmo; figuratevi che Amore Gitano uscì sonorizzato con le canzoni e le didascalie, ammazzando di noia i poveri spettatori), e furono costretti ad aspettare queste versioni girate in più lingue. Per questo L&H arrivarono da noi in ritardo. 
 
flano de La Stampa, 26 giugno 1931
Il metraggio accertato dalla censura italiana era di 1021 (i conti con Ladrones tornano), e la durata di 37 minuti si incastrava perfettamente nei programmi di prima visione passando come un lungometraggio. Sulla distribuzione in Italia, che all'epoca non seguiva un percorso in contemporanea fra le varie città, posso affermare due date: Torino, 5 giugno 1931, al cinema Ambrosio; Milano, 24 settembre 1931, cinema Odeon. Altre fonti mi confermano che uscì diversi mesi prima rispetto a Torino, ma è comunque nel ‘31 che Laurel e Hardy furono lanciati in Italia. Il titolo cambiava da I due ladroni a Ladroni, e i flani recitavano “Parlato, in italiano”, per rassicurare gli spettatori che avrebbero visto un film comprensibile a tutti (per quanto Stan e Oliver massacrassero l’italiano). 
Ladroni
ottiene un notevole successo – tanto che la loro presenza in Amore gitano, dapprima non pubblicizzata, viene successivamente riportata a grandi lettere – ma è con Muraglie, che giungerà a novembre del 1931, che la coppia esplose nelle sale. Non che Ladroni non fosse divertente, ma i dialoghi erano ridotti all’osso mentre nel lungometraggio i due parlavano molto e il pubblico poté deliziarsi con la nostra lingua fatta a pezzi (anche se nel cast alcuni attori furono sostituiti da colleghi di madre lingua: Guido Trento rimpiazzò Wildred Lucas nella parte del direttore del carcere). Si divertirono anche i recensori, come testimonia Cinema Illustrazione del 18 novembre 1931: “Il pubblico si è divertito immensamente, anche perché, rinunciando all’insopportabile doublage, gli stessi Laurel e Hardy han voluto compiere lo sforzo di parlare il loro film anche nell’edizione italiana, storpiando la nostra lingua. Novità non trascurabile, che apre nuovi orizzonti al film comico”. Oppure Il corriere della sera, 6 novembre: "Muraglie è una spassosa parodia di Carcere, messa insieme per quei due soliti buffoni di Laurel e Hardy. I produttori, volendocelo dare in versione italiana, hanno avuto l'idea di far parlare Laurel e Hardy come potevano, cioè nell'italiano storpiato e imparaticcio di stranieri, i quali mastichino stentatamente la nostra lingua; e meglio centomila volte cosi, che se gli  avessero appiccicato una di quelle belle voci finte, e fatte su misura, che sono la vergogna della nostra epoca. Altro argomento (ma non ce n’è bisogno) contro la barbara usanza del dubbing".

Ladrones: Stan, Bob O' Connor, attore e insegnante spagnolo, e Oliver
Abbiamo quindi stabilito che mentre di Muraglie siamo certi che fu recitato in italiano da Laurel e Hardy, non possiamo esserlo al 100 per cento per Ladroni, anche perché le poche recensioni dell’epoca che si degnarono di scrivere su questa comica non fanno cenno al buffo italiano dei due comici. Ma potrei aver scritto un sacco di cretinate, perché, nota dolente e qui concludo, queste due versioni in italiano sono andate perdute.
O meglio, Ladroni non c’è, ma c’è: approfittando delle similitudini linguistiche fra lo spagnolo e l’italiano, possiamo immaginare vagamente l’italiano di Stan e di Oliver, per quanto il video è presente ancora oggi, perché come abbiamo detto la versione spagnola è disponibile su Dvd.
 
 MA ALLA FINE, ESISTE "MURAGLIE"?

Muraglie
non c’è, e non c’è ancora oggi. A parte il finale alternativo presente nella versione spagnola, De Bote en Bote, che oggi sopravvive intero, previsto anche nel primo montaggio di Pardon Us (l’incendio nel carcere dove Stanlio e Ollio salvano la figlia del direttore), di Muraglie non è rimasto nulla. Secondo i ricordi di Alberto Sordi, quando partecipò al provino per trovare la nuova voce di Oliver Hardy, la Metro fece vedere ai partecipanti proprio Muraglie, segno inequivocabile che almeno attorno al 1937 era ancora presente in archivio. Successe poi che la Seconda Guerra Mondiale bloccò le frontiere e chiuse ogni attività straniera, inclusa la MGM (la cui sede era a Roma, in Via Maria Cristina), di fatto sequestrata nel 1942 e riaperta a fine conflitto. Che fine fece il suo archivio non ci è dato da sapere: il mercato nero provocò numerosi danni alle migliaia di pellicole sequestrate, mentre oltreoceano nessuno riuscì a conservare una copia. La Victor riporta che la registrazione per la distribuzione del film Muraglie, divisa in sette dischi per altrettanti rulli, è stata fatta il 16 dicembre 1930 (le matrici vanno da MVR-61239 a MVR-61245). La registrazione riportata del 19 febbraio 1931 (MVR-61318) dovrebbe essere quella del trailer, come risulta per la versione francese, Sous les verrous e tedesca, Hinter schloss und riegel, fatte il medesimo giorno alla Victor. 

Secondo la documentazione davvero preziosa che ho raccolto nell'archivio di Italia Taglia - e in parte riportata nel sito CineCensura.com - la richiesta per il visto censura da parte della MGM è datata 24 febbraio 1931, curiosamente parecchi mesi prima della sua uscita nelle sale italiane, a novembre dello stesso anno. La lista dialoghi depositata in archivio è estremamente rivelatrice: in alcune recensioni italiane avevano riportato il nome italiano del personaggio di Walter Long come "Lupo", invece di "Tigre", e questo viene smentito dai dialoghi; le canzoni del film erano tutte in italiano, incluso "Lazy Moon", cantata da Hardy e tradotta come "Pigra luna"; viene confermato che la versione italiana era esattamente identica a quella spagnola (e certamente anche delle altre due, in tedesco e in francese), quindi nessuna scena della scuola come nel film in originale americano, era presente il finale con l'incendio nella prigione, e persino il metraggio accertato di 1785 metri, circa 65 minuti di film, era lo stesso. L'ultima scena vede Stanlio e Ollio uscire di prigione, graziati dal direttore per il loro salvataggio di sua figlia nell'incendio, e dialogare fra di loro. 
Ecco quanto riportato dal copione:

Ollio: "Finalmente siamo liberi... Liberi come le rondini!"
Stanlio: "Sì!... E quel dente non ci darà più noie".
Ollio: "Non voglio più sentir parlare di queste muraglie!... Dammi un fiammifero... (Stanlio si fruga nelle tasche e tira fuori due fotografie). Che cos'è?"
Stanlio: (mostra le loro foto segnaletiche). "Ti piacciono?" (Ollio le straccia e spinge via Stanlio).
Fine.

Questa sequenza è come si è detto visibile nella copia spagnola, di cui riporto qui due frame dal dvd uscito per la Universal in Spagna.
Un possibile ritrovamento dei dischi Victor di Ladroni o di qualche frammento di Muraglie potrebbe essere straordinario e rivelatore di quell’italiano strampalato che determinò decine di doppiaggi e varie coppie di doppiatori di Stanlio e Ollio che sarebbero arrivati negli anni seguenti. La più popolare di tutte, quella formata da Alberto Sordi e Mauro Zambuto, doppiò il film nella prima riedizione nel 1946. 
Alla fine di questo mio studio arriviamo alla domanda fondamentale: esiste da qualche parte Muraglie, recitato in italiano da Stan e Ollie? Il mio pensiero era ed è che in America ci sono studiosi, archivisti e ricercatori che non riescono a capire l’importanza di due materiali così preziosi, e probabilmente qualsiasi possibile recupero è stato lasciato cadere nel vuoto. Io stesso sono un testimone di un possibile recupero di un frammento di Muraglie, almeno secondo un contatto americano (di cui non posso rivelare il nome) che mi scrisse nel 2009 chiedendomi consulenza in quanto esperto ed italiano, ma le trattative con un possibile collezionista non andarono a buon fine. La certezza? Sì, da qualche parte c'è, ma i collezionisti si sa...

AGGIORNAMENTO

Alla data del 19 settembre 2022, quindi sei anni dopo la pubblicazione di questo articolo, è doveroso segnalare che è stata recuperata una copia del negativo di Ladroni, ma muta, presentata comunque in una versione che abbiamo discusso in questo articolo.
 
EXTRA
 
Dal programma di Giancarlo Governi Due teste senza cervello (Rai, 1985), estrapolo due fotografie dalla versione italiana Muraglie, che ho identificato grazie ai codici delle fotografie recuperate da un altro archivio. Così sapete da quale film sono tratte. La puntata era la numero otto, dedicata al doppiaggio italiano di Stanlio e Ollio.
 
Laurel e Hardy con Guido Trento

 
un attore non identificato ma di origine italiana.

2 commenti:

  1. Che chicca questa del possibile recupero del 2009, se non altro fa ben sperare che almeno Muraglie si sia salvato in più di una copia!
    Dopo che negli ultimi anni sono saltate fuori quasi tutte le copie dei film di montaggio italiani, la versione fonetica di Muraglie sarebbe la ciliegina sulla torta finale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più che una copia, il contatto mi scrisse di un frammento, senza darmi maggiori informazioni. Ho ipotizzato un trailer o un rullo.

      Elimina