Il 2015 inizia con un articolo che ho scritto per Sagoma ieri sui cento anni dalla nascita di Steno, il grande regista del genere comico che in mezzo secololo ha diretto praticamente tutti, da Totò ad Alberto Sordi, da Aldo Fabrizi a Ugo Tognazzi, da Walter Chiari a Orson Welles, da Renato Pozzetto a Bud Spencer e così via. Un artigiano, un regista commerciale molto bravo nei tempi veloci. Su oltre 70 regie, è stato facile dirigere qualche vaccata, ma Steno è nell'olimpo dei grandi registi perché ha firmato Guardie e ladri, Un americano a Roma, Totò a colori, Febbre da Cavallo, La patata bollente e così via. Una filmografia impressionante. E poi, quanti sapevano che la voce del regista del famoso carosello del Vat 69 era la sua? Dopo aver letto l'articolo, rivedetevi questa scena, che sembra essere rimasta impressa a tutti, con le dovute ragioni: fa ridere. Mica..
giovedì 22 gennaio 2015
mercoledì 31 dicembre 2014
St. Vincent, recensione allibita
Allibisco e in parte mi arrabbio un po’ con il pubblico italiano che per motivi che davvero non riesco a capire ha rifiutato un film come St. Vincent, distribuito dalla Eagle Pictures con un centinaio di copie senza ricavarne neanche quello che potrebbe essere definito un incasso decente: al momento, non ha superato neanche gli 80,000 euro. Ieri l’abbiamo visto in una sala con un’altra coppia (quindi eravamo un totale di quattro presenze) ed alla fine della proiezione ce lo siamo detti in faccia: non sanno cosa si sono persi. Perché St. Vincent non è un film di nicchia, né intellettuale, semplicemente è troppo intelligente e quando il pubblico natalizio preferisce la banda di Neri Parenti (seppur con minor affluenza, e meno male) capisco che non abbiamo scampo e, magari, St. Vincent avrà migliore fortuna nell’home video o sul satellite: ma la visione ne vale veramente la pena. Quindi tolta l’inutile indignazione dell’indifferenza del nostro pubblico, bisogna dire che l’unica ragione d’essere di St. Vincent è ovviamente Bill Murray. La storia dove giganteggia è molto tradizionale, quasi natalizia e in parte zuccherosa, ma quando il “cattivo” di turno è Murray capisci che hai di fronte un film – natalizio? - sopra la media: lui è il burbero vicino di una famiglia composta da una mamma in procinto di divorziare e suo figlio Oliver, un bimbo curioso e intelligente ma solitario e indifeso. Siccome la mamma lavora in ospedale ed è sempre in turno, viene spontaneo chiedere a Vincent di fare da baby-sitter al ragazzino: non sembrerebbe una buona idea siccome le abitudini di Vincent sono quelle di un vecchio ubriacone, fra corse ai cavalli e compagnie discutibili, come uno strozzino e una prostituta russa; eppure Vincent ha una sua storia che non vuole raccontare, né ascoltare quelle degli altri, e il piccolo Oliver la vuole scoprire: come compito in classe, gli viene chiesto di raccontare la vita di una persona che gli è vicina che reputa un vero Santo. Oliver scopre che da otto anni mantiene la moglie malata in una lussuosa casa di riposo nonostante non ha granché nel portafoglio, ha combattuto nella guerra del Vietnam e ha salvato due suoi ufficiali, e alla sua maniera aiuta la prostituta nel difficile e imminente parto (un problema, quando balli in lapdance con il pancione..). Per Oliver, il burbero Vincent è un Santo, perché fa sacrifici per le persone anche se non vuole ammetterlo, e lo ha aiutato nel sentirsi più sicuro e a difendersi – facendogli guadagnare quello che sembra essere il suo migliore amico, dopo avergli rotto il naso a scuola – e sente di volergli bene.
Vincent era il personaggio alla Walter Matthau che mancava a Bill Murray: vorresti portartelo a casa e metterlo in giardino, tranquillo con il walkman a canticchiare (male) Bob Dylan. La sua faccia ha una forza espressiva incredibile, e rimane uno dei migliori della sua generazione. Il film fa spesso ridere anche perché Murray ha come spalla un bambino attore al suo esordio davvero sorprendente, Jaeden Lieberher, protagonista della parte più sentimentale del film e che, diciamolo, rischia di affondarlo pericolosamente. Insomma, St. Vincent non dice molto di originale, ma se volete vedere un film dove Murray non vincerà l’Oscar ma forse il Golden Globe, perché con quella faccia tragica riesce ancora a far ridere e a consegnarci una prova d’attore superba beh, questo è il film. Che, ripeto, non è il classico film “carino” di Natale.sabato 18 ottobre 2014
Monty Python, anche questa volta niente sottotitoli..
La serata dei Monty Python del 20 luglio ha avuto un certo richiamo di pubblico in Italia. Contando che: non c'era un flano sui quotidiani, un accenno sui giornali il giorno stesso, un manifesto, una locandina che sia una nelle sale dove è stato proiettato.... sono stati 29.945 gli euro incassati in 24 ore, con 3.046 spettatori paganti. Il risultato italiano è stato positivo. I sottotitoli sono stati saltellanti e a volte incerti e con qualche secondo di ritardo - anche perché i Python hanno pure improvvisato - ma comunque niente che avrebbe potuto far saltare il tanto atteso dvd o bluray dello spettacolo.
Ora che è ufficialmente prenotabile prima che diventi disponibile il 15 novembre prossimo, noi fan italiani abbiamo amaramente scoperto che i sottotitoli in italiano non ci sono. In compenso ci sono in tedesco, inglese, olandese, danese, finlandese, norvegese, svedese e portoghese. Era proprio destino che la Eagle Rock Pictures, l'etichetta distributrice, ci snobbasse di nuovo dopo il colpo ricevuto con il precedente cofanetto Almost the Truth (the Lawyer's Cut), ma devo ammettere che la delusione è fortissima e questa assenza dei sottotitoli è davvero un mistero. Non c'è spiegazione precisa. I fan italiani sono insorti, è ormai tardi per riparare per la prossima uscita di novembre, ma si spera in qualche miracolo dietro l'angolo.
(Ecco gli extra che non vedremo sottotitolati: clip della riunione (novembre 2013) e della conferenza stampa, clip sulla produzione e il backstage, e Highlights dei 10 show alla O2 Arena nel luglio scorso.)
venerdì 5 settembre 2014
Joan Rivers, lady comedy
Siamo andati a letto, ieri sera, più buoni. Pessimo segno, perché Joan Rivers ci ha lasciati nel cuore della notte (ora locale), portando nell'inferno delle risate il suo stile inimitabile della comedian cattiva ed esilarante. Era più di una delle poche attrici comiche leggendarie, è stata forse tra le più grandi mai avute. Purtroppo in Italia è quasi sconosciuta, se non fosse per le sue partecipazioni al canale satellitare E!, e ci sembrava doveroso raccontare la sua storia, una carriera lunga e difficile - tante le volte che la Rivers ha dovuto ripartire quasi da zero - ma fatta di bizzarrie uniche (come il film dell'uomo incinto, scritto e diretto da lei nel 1978 con Billy Crystal protagonista!) e tanti successi. La Sagoma e il suo magazine online mi ha permesso nuovamente di raccontare un capitolo straordinario di un talento be, fatemelo dire, irripetibile. Morta la Rivers, abbiamo perso un riferimento per essere necessariamente più cattivi nella vita. Qui troverete la sua storia.
mercoledì 13 agosto 2014
Addio mio capitano
Queste sono notizie che proprio non vorremmo dare. Robin Williams è morto. E' stato trovato soffocato dalla polizia nella sua casa di Tiburon, California. Aveva 63 anni, ma avremmo voluto averlo ancora con noi per tanto, tanto tempo.
L’ipotesi che si sia trattato di suicidio viene confermata nel corso della conferenza stampa dello sceriffo che si è tenuta alle 11 (20 ora italiana), doge è stato ribadito che Williams si è tolto la vita e che la morte è sopraggiunta per asfissia dovuta all’impiccagione. L’attore è stato ritrovato vestito e “sospeso da terra e in una posizione come se fosse seduto” dalla sua assistente. Williams si è impiccato con una cintura, fissata a una porta.
Probabilmente l’attore, da tempo affetto da depressione, aveva provato a suicidarsi tagliandosi le vene del polso sinistro, dove sono state rilevate “ferite superficiali”. Vicino a lui è stato anche rinvenuto un coltello sul quale sono state rilevate tracce di sangue. Non è stato invece rinvenuto alcun biglietto.
Williams non era solo un grande comico, è stato un gigante assoluto e una delle persone più divertenti che lo spettacolo americano, e non solo, ricordi. E' stato il nostro amico d'infanzia dai tempi di "Mork e Mindy", lo show televisivo che lo consacrò, molto velocemente, come divo televisivo nel 1978, e ci ha accompagnato nella crescita adolescenziale insegnandoci a cogliere l'attimo, con "L'attimo fuggente" (1989), a rimanere bambini, come insegnava nei panni di Peter Pan, in "Hook" (1991), a ridere nelle sofferenze, come in "Good Morning Vietnam" (1987), e di guarirci con l'allegria, come in "Patch Adams" (1998). In una carriera come attore comico, Williams si scrollò di dosso l'ombra della macchietta facile dimostrando al mondo intero un talento enorme, coltivato da bambino quando giocava con i soldatini da solo facendo tutte le voci, e una intelligenza straordinaria e acuta, come pochi comici suoi contemporanei: la sua mente andava veloce come un treno senza dar fiato al suo pubblico. I suoi spettacoli live sono una testimonianza di un comico davvero irripetibile. Vero, nell'ultima fase della sua vita, caratterizzata da una serie di eventi difficili, come l'intervento al cuore ed un passato da alcolista - succede, quando hai tra i tuoi migliori amici John Belushi - era passato alle parti drammatiche, che tanto sono piaciute alla critica ma poco al pubblico, comunque alcune davvero memorabili: da "Risvegli" (1990), i due citati "Good Morning Vietnam" e "L'attimo fuggente", "Insomnia" (2002) etc. Ma noi lo ricorderemo anche per "La leggenda del re pescatore" (1991), "Mrs. Doubtfire" (1993), "Jumanji" (1995), "Piume di struzzo" (1996), la voce del Genio di "Aladdin" (1992), fino agli ultimi film, non proprio da cineteca - ultimamente, si era tirato un po' via con alcuni titoli dimenticabili - anche se sono da ricordare un gioiello dell'humour nero dimenticato nelle sale ed uscito da noi in home video, "Il papà migliore del mondo" (2009), dove è il papà del titolo che fa passare suo figlio morto come un cretino durante una pratica di autoerotismo come un genio letterario, scrivendo di sua mano un diario che diventa popolarissimo fra i suoi alunni.
L’ipotesi che si sia trattato di suicidio viene confermata nel corso della conferenza stampa dello sceriffo che si è tenuta alle 11 (20 ora italiana), doge è stato ribadito che Williams si è tolto la vita e che la morte è sopraggiunta per asfissia dovuta all’impiccagione. L’attore è stato ritrovato vestito e “sospeso da terra e in una posizione come se fosse seduto” dalla sua assistente. Williams si è impiccato con una cintura, fissata a una porta.
Probabilmente l’attore, da tempo affetto da depressione, aveva provato a suicidarsi tagliandosi le vene del polso sinistro, dove sono state rilevate “ferite superficiali”. Vicino a lui è stato anche rinvenuto un coltello sul quale sono state rilevate tracce di sangue. Non è stato invece rinvenuto alcun biglietto.
Williams non era solo un grande comico, è stato un gigante assoluto e una delle persone più divertenti che lo spettacolo americano, e non solo, ricordi. E' stato il nostro amico d'infanzia dai tempi di "Mork e Mindy", lo show televisivo che lo consacrò, molto velocemente, come divo televisivo nel 1978, e ci ha accompagnato nella crescita adolescenziale insegnandoci a cogliere l'attimo, con "L'attimo fuggente" (1989), a rimanere bambini, come insegnava nei panni di Peter Pan, in "Hook" (1991), a ridere nelle sofferenze, come in "Good Morning Vietnam" (1987), e di guarirci con l'allegria, come in "Patch Adams" (1998). In una carriera come attore comico, Williams si scrollò di dosso l'ombra della macchietta facile dimostrando al mondo intero un talento enorme, coltivato da bambino quando giocava con i soldatini da solo facendo tutte le voci, e una intelligenza straordinaria e acuta, come pochi comici suoi contemporanei: la sua mente andava veloce come un treno senza dar fiato al suo pubblico. I suoi spettacoli live sono una testimonianza di un comico davvero irripetibile. Vero, nell'ultima fase della sua vita, caratterizzata da una serie di eventi difficili, come l'intervento al cuore ed un passato da alcolista - succede, quando hai tra i tuoi migliori amici John Belushi - era passato alle parti drammatiche, che tanto sono piaciute alla critica ma poco al pubblico, comunque alcune davvero memorabili: da "Risvegli" (1990), i due citati "Good Morning Vietnam" e "L'attimo fuggente", "Insomnia" (2002) etc. Ma noi lo ricorderemo anche per "La leggenda del re pescatore" (1991), "Mrs. Doubtfire" (1993), "Jumanji" (1995), "Piume di struzzo" (1996), la voce del Genio di "Aladdin" (1992), fino agli ultimi film, non proprio da cineteca - ultimamente, si era tirato un po' via con alcuni titoli dimenticabili - anche se sono da ricordare un gioiello dell'humour nero dimenticato nelle sale ed uscito da noi in home video, "Il papà migliore del mondo" (2009), dove è il papà del titolo che fa passare suo figlio morto come un cretino durante una pratica di autoerotismo come un genio letterario, scrivendo di sua mano un diario che diventa popolarissimo fra i suoi alunni.
Era tornato alla grandissima nel mondo dello stand-up comedy, con "Weapons of Self Destruction" (Armi di autodistruzione), un tour di 26 città nel 2009. Era uno show esilarante, durante il quale Williams ironizzava anche sul suo recente intervento al cuore e sulle opzioni delle valvole da inserire: "Numero uno: una valvola porcina, che viene dal maiale. Il che è ottimo, perché ti trovi già vaccinato per l'influenza suina. E uno degli effetti collaterali è che puoi fiutare i tartufi, il che è ottimo. ...Poi mi hanno offerto una valvola meccanica. Ho pensato: "Così potrò comprarmi il nuovo iHeart della Apple". Fantastico. Viene fornito con 20.000 emozioni. Ho pensato: "Se esistesse una cosa come l'iHeart... Donne, sentite qua... Invece delle protesi al seno, altoparlanti. Non sarebbe figo? Si chiameranno Bluetette e saranno compatibili con il cuore. E se non puoi permetterti degli altoparlanti, metti una papera di gomma che suona. Ci accontentiamo di poco, sarebbe fantastico...Alla fine mi hanno messo una valvola bovina, che viene dalla mucca. Che è ottima, perché puoi cagare in piedi. È fantastico".
Nella comunità dei comici americani, Williams è stato un monumento vivente. E aveva ancora molto da dire, perché avevamo bisogno di ridere ancora soffocati.
Good Morning, Robin. Goodbye, Robin.
Good Morning, Robin. Goodbye, Robin.
Post scriptum: nel 2018 la HBO ha prodotto un documentario davvero ben fatto dal titolo Robin Williams: Come Inside My Mind. E' stato trasmesso anche da noi.
Il 1 settembre 2020, un nuovo documentario, intitolato Robin's Wish, sarà incentrato sugli ultimi giorni del grande comico.
Qui trovate i trailer di entrambi, e ovviamente vi consiglio il recupero.
giovedì 7 agosto 2014
Le follie del sig. De Funès
Il grande comico Louis De Funès ha compiuto 100 anni dalla nascita. Ho scritto puntuale come un treno italiano sul magazine online di Sagoma Editore un ritratto del grande comico francese. Non è stata una impresa facile, non sono molti i film di De Funès disponibili in Italia ed esiste un solo libro italiano su di lui, e quindi per raccontarlo ho fatto affidamento ad alcuni libri scritti in Francia ed a una intervista del giornale Le Figaro al biografo Jean-Jacques Jelot-Blanc, dove si legge chiaramente che dietro lo schermo non era il massimo del divertimento ed aveva un unico pensiero: il giardinaggio.
lunedì 21 luglio 2014
Si chiude la saga dei Monty Python (1969-2014)
| errore, è invece "Monty Python dal vivo (quasi tutti)". |
Volevano scoprire quanti soldi sono rimasti ancora nel mondo. Così quattro inglesi ed un americano hanno preso il malloppo e mandato fuori dalle palle il pubblico a fine show.
In una atmosfera da fan club, nella sala 7 della multisala Space Cinema di Parco De' Medici abbiamo visto ieri sera 20 luglio 2014 la diretta live dell'ultimo spettacolo dei Monty Python: 361 anni in cinque, gli ultrasettantenni John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, e Michael Palin hanno chiuso dopo 45 anni la loro attività in team, per quanto sia stata irregolare e discontinua ma che sicuramente ha avuto un inizio con la prima puntata del loro "Flying Circus", 1969, e che sembrava esser finita con il film "Monty Python - il senso della vita", nel 1983. Negli anni seguenti il team si rincontrerà giusto per gli anniversari: il primo, nel 1989, sarà ricordato per sempre perché vide per l'ultima volta in pubblico Graham Chapman, il Python più fragile ma anche l'attore protagonista dei loro film maggiori, che morirà il 4 ottobre '89, un giorno prima dai venti anni dalla messa in onda del loro primo episodio. La sua morte sembrò determinare la fine definitiva del team, ormai divisi per le proprie carriere di attor comici (Cleese, Palin e Idle) e registi (Gilliam, Jones), e invece il gruppo si riunirà nove anni dopo, ad Aspen, in Colorado, durante il "Comedy Arts Festival": con il solito spirito dissacratorio, i Python si lanciano in una gag memorabile, mentre Cleese annoia gli spettatori con un discorso su un vecchio live, Gilliam accavalla le gambe e fa cadere l'ampolla con dentro le (finte) ceneri di Chapman.
In una atmosfera da fan club, nella sala 7 della multisala Space Cinema di Parco De' Medici abbiamo visto ieri sera 20 luglio 2014 la diretta live dell'ultimo spettacolo dei Monty Python: 361 anni in cinque, gli ultrasettantenni John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones, e Michael Palin hanno chiuso dopo 45 anni la loro attività in team, per quanto sia stata irregolare e discontinua ma che sicuramente ha avuto un inizio con la prima puntata del loro "Flying Circus", 1969, e che sembrava esser finita con il film "Monty Python - il senso della vita", nel 1983. Negli anni seguenti il team si rincontrerà giusto per gli anniversari: il primo, nel 1989, sarà ricordato per sempre perché vide per l'ultima volta in pubblico Graham Chapman, il Python più fragile ma anche l'attore protagonista dei loro film maggiori, che morirà il 4 ottobre '89, un giorno prima dai venti anni dalla messa in onda del loro primo episodio. La sua morte sembrò determinare la fine definitiva del team, ormai divisi per le proprie carriere di attor comici (Cleese, Palin e Idle) e registi (Gilliam, Jones), e invece il gruppo si riunirà nove anni dopo, ad Aspen, in Colorado, durante il "Comedy Arts Festival": con il solito spirito dissacratorio, i Python si lanciano in una gag memorabile, mentre Cleese annoia gli spettatori con un discorso su un vecchio live, Gilliam accavalla le gambe e fa cadere l'ampolla con dentro le (finte) ceneri di Chapman.
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| Aspen, 1998 |
L'atmosfera divertita e l'accoglienza molto positiva spinse l'idea di riproporsi in team per il pubblico ma la tensione fra i cinque sopravissuti non aiutò l'operazione. Come diceva Billy Gilbert, una vecchia spalla di Stanlio e Ollio, è molto più difficile fare un team comico che un buon matrimonio: e infatti se già mettere d'accordo sei persone è difficile, figuriamoci in cinque quando tre su due non sono convinti della rentrée perché, senza Chapman, i Python non possono andare in scena. Dopo il deludente trentesimo anniversario andato in onda sulla BBC nel 1999, le strade si divisero ancora. Tuttavia, il loro mito continuava a crescere, anche perché fra le cose molto intelligenti che hanno fatto nella loro carriera, è stata quella di tenere i diritti delle loro opere. Eric Idle, che ha sempre creduto sulla loro eredità, ha così prodotto dvd, cd, libri, tenendo alto il ricordo dei Python e tastando in prima persona l'affetto del pubblico: nel 2009, ad esempio, produsse una specie di omaggio in forma di opera lirica di uno dei loro film più famosi, "Life of Brian" (1979): nel prestigioso Royal Albert Hall, Idle portò Palin, Jones e Gilliam nello spettacolo Not the Messiah (He's a Very Naughty Boy), importato anche da noi in Dvd. Ma erano senza Cleese. Ed allora Cleese con Palin, Jones e Gilliam - ma senza Idle - realizzarono un film di animazione dedicato a Chapman, intitolandolo come la sua autobiografia, "A Liar's Autobiography", uscito nei cinema nel 2012. Sembrava impossibile quindi riunire tutti e cinque senza creare dissensi interni, finché, nel novembre del 2013, ecco che viene riunita una conferenza stampa: i cinque sopravissuti stanno lavorando ad un nuovo ed ultimo "live" come Monty Python. La notizia coglie il mondo di sorpresa, tanto che quando i biglietti sono disponibili online, vengono polverizzati in 45 secondi netti.
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| Novembre 2013. Il miracolo avviene. |
Le due serate previste si allungano a cinque, poi a nove totali, con il 20 luglio come ultimo spettacolo in cartellone. Tutta questa premessa - non fa mai male un ripasso, somari - per cercare di raccontare l'atmosfera da evento mondiale che si respirava ieri sera in sala. Nel circuito "Nexo" ieri ben 70 sale in Italia proiettavano in diretta la serata con i sottotitoli e, sinceramente, abbiamo apprezzato lo sforzo sapendo che sarebbe stato un pasticcio. Incomprensibilmente erano in anticipo alle battute ma non hanno potuto far nulla quando i Python ieri mandavano all'aria gli sketch perché, come da tradizione teatrale dell'ultima serata, gli attori tendono sempre a prenderla a cazzeggio. E infatti ieri sera Cleese era fra quelli più divertiti che per un pelo non ha fatto saltare due sketch, uno con Terry Jones e Gilliam, e quello storico del pappagallo morto con Palin, momenti che erano impossibili da sottotitolare. Ma andiamo con ordine.
Com'è stata insomma questa ultima serata del Monty Python Live (Mostly)?
Ma la vera domanda è: perché invece non siete andati al cinema a godervi l'evento? Paura di una delusione? Impossibile, i Python rimangono sempre quel team comico fantastico che non hanno ancora perso la verve, sono in grado di stupire ancora dopo 45 anni e i loro sketch, alcuni vecchi davvero mezzo secolo, entrano in scena come pezzi classici rock che il pubblico accoglie con grida e applausi e, come se fosse una canzone, ripete con gli attori le battute. I fan dei Python sanno già tutto: ma vederli ancora insieme, specie dal vivo, è una emozione che non si può descrivere. Certo, l'età ha il suo peso - Cleese non fa la camminata scema, ma affida al (bravissimo) corpo di ballo un pezzo musicale - e non hanno l'esuberanza di un tempo (Jones ci è sembrato il più acciaccato, quasi sempre seduto), eppure ieri sera erano scatenati. Eric Idle si ritrova con dei baffi posticci e non prosegue a copione lo sketch del "Nudge Nudge", Gilliam sembrava indemoniato tanto era su di giri, Cleese come si è detto era così divertito da far saltare un paio di sketch (e in quello del pappagallo morto cita anche Chapman - ma pare che abbiano fatto così ogni sera) ed è stato esilarante, Palin ha avuto il suo momento di gloria rispolverando "Blackmail", la trasmissione tv che ricatta la gente a casa, uno sketch che è servito ai Python per presentare la loro guest star serale: ieri sera, oltre a Eddie Izzard finito nello sketch dei Bruce e i filosofi ubriaconi, c'era Mike Myers, più noto con il trucco di Austin Powers, che era così contento di star lì che invece di dire del perché era stato ricattato fa saltare lo sketch ringraziando l'universo per essere nello stesso palco con i Monty Python, e mentre Palin cercava di farlo ritornare sul copione, Myers chiama l'applauso mandando in vacca il tutto, dicendo giusto alla fine, "Ah, forse sono qui per quella storia delle mie foto con quei pastori tedeschi"... Il bello della diretta, vero?
Hanno cominciato fortissimo con lo "Four Yorkshiremen sketch", dove quattro ricchi ricordano quando erano poveri esagerando con le disgrazie dell'infanzia, in una specie di gara a chi stava peggio. Hanno fatto una divertente variazione della "Penis Song", allungando la gioia di avere un pisello con quella di avere un culo o una vagina, non poteva mancare "The Argument", la clinica della discussione, o "L'ultima cena", dove il Papa (Cleese) si lamenta con Michelangelo (Idle) per aver fatto un dipinto un po' differente da come è stata descritta dalla Bibbia (tre cristi, 28 apostoli, un canguro, un lama, etc.), e via elencando, tutti sketch che sono stati rielaborati intelligentemente per dar spazio alle loro canzoni - ad esempio, lo sketch del commercialista noioso che vuole fare il domatore di leoni, pensando che fossero formichieri, finisce con la canzone del boscaiolo effeminato (in originale, Palin era un barbiere assassino che aveva sempre desiderato esser un boscaiolo) - con qualche sorpresa davvero esilarante. "L'Inquisizione spagnola" - momento cult dello spettacolo - finisce nel frigorifero dove esce Idle che canta la "Galaxy Song", come succedeva nel film "Il senso della vita". Chapman, la cui assenza si sente in certi sketch dove fu protagonista, è visibile in diversi omaggi e filmati del loro Circo Volante che si sono alternati ai numeri live con un ritmo semplicemente perfetto. Pochi i riferimenti all'attualità - Putin, per esempio, e un numero sbalorditivo con Stephen Hawking - ma è stato bello averci partecipato: la pausa di mezzora ci ha dato la possibilità di riprender fiato. E rivedendo alcuni sketch del vecchio programma in sala mi sono reso conto di come non sono invecchiati affatto: dovevate sentire che risate quando è andata in onda la partita di calcio fra filosofi greci e tedeschi. Mi ero promesso di non dirvi nulla e di rimproverarvi per non esser andati al cinema, e invece l'entusiasmo mi ha fregato.
Ma sarete ricompensati: il 30 luglio sul canale satellitare Arté andrà in onda la serata in HD con i sottotitoli (giusti, anche se in francese e tedesco) e poi a Novembre uscirà in Dvd e Bluray. Ora è da vedere se in home video saremo fortunati, perché lo distribuisce la Eagle Rock, gli stessi tizi che hanno prodotto Monty Python: Almost the Truth (Lawyers Cut), un cofanetto di tre dischi con sottotitoli per quindici lingue tranne l'italiano.
Intanto ho solo da dire una sola cosa - e per fortuna - grazie, Python, per essere ancora vivi dopo due ore e mezza e 45 anni di spettacolo. La comicità vi deve molto. Anche perché ci ricordate sempre che Always Look On The Bright Side Of Life.
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