mercoledì 20 novembre 2024

Laurel & Hardy: Year Two - una recensione

L'encomiabile processo di restauro a cura della Blackhawk e edito da Flicker Alley, dopo la pubblicazione di Laurel or Hardy nel 2020 e del volume dei corti del 1927, è continuato con il secondo volume uscito il 5 novembre (qui per ordinarlo), contenente tutti i corti muti di Stanlio e Ollio realizzati nel 1928. Fu un anno in cui i due attori sono ormai una coppia fissa, e si scatenano produttivamente con dei cortometraggi che hanno rappresentato alcune delle punte di diamante della loro filmografia: Leave ‘Em Laughing, The Finishing Touch, From Soup to Nuts, You're Darn Tootin’, Their Purple Moment, Should Married Men Go Home?, Early to Bed, Two Tars, Habeas Corpus, We Faw Down.

Il box blu-ray ha un booklet scritto da Serge Bromberg e Eric Lange, con note di Sara Imogen Smith e del biografo della coppia Randy Skretvedt, e soprattutto una serie di extra davvero interessanti: Now I’ll Tell One (1927), che sopravvive del secondo rullo di questa comica con Charley Chase affiancato da Stan Laurel, con Oliver Hardy in un piccolo ruolo; Eve’s Love Letters (1927), una delle ultime comiche soliste di Stan, diretta da Leo McCarey; Galloping Ghosts (1928), due frammenti di questa rara comica con Oliver Hardy; A Pair of Tights (1929), una divertente comica con Anita Garvin e Marion Byron, girata nello stile di Stanlio e Ollio, e prodotta da Hal Roach con l’intenzione di farne una nuova coppia comica (e i registri ufficiali degli studi ci confermano che Stan e Oliver hanno girato una partecipazione straordinaria, poi tagliata al montaggio); un filmato amatoriale eccezionale girato sul set di Should Married Men Go Home?, dall’archivio di George Mann, e pubblicato anni fa su YouTube; un’intervista audio del 1959 fatta a Stan Laurel; tracce sonore alternative dell’epoca per quattro comiche della coppia (e nuove colonne sonore composte da Neil Brand, Robert Istrael, Andreas Benz, Jean-François Zygel e lo stesso Bromberg). 

Se il primo volume tracciava la preistoria del duo (qui la recensione), da questo volume (e dal successivo che conterrà i film del 1929) si assiste all’evoluzione della coppia; come fatto in precedenza, anche qui è doverosa una premessa su questi restauri. Se il cofanetto con i film del ’27, con i preziosi elementi della Blackhawk, era stato fatto un miracolo di restauro soprattutto per quei titoli le cui copie erano ridotte male, o provenienti da formati ridotti, non sarebbe corretto pensare che con le comiche successive la situazione sia stata migliore. Se l’ultimo importante restauro dei loro film muti era stato fatto alla fine degli anni Novanta, come si legge nel dettaglio di un articolo pubblicato sul n. 3 della rivista Laurel and Hardy Magazine (estate 2023), la storia parte molto prima.

“Uno dei momenti chiave per i film muti di Stanlio e Ollio avvenne il 7 aprile 1972, quando, dopo una lunga e feroce battaglia legale, i successori di Roach cedettero tutti i diritti di 74 cortometraggi di Stanlio e/o Ollio alla Richard Feiner Company. Questo contratto dimenticava persino di menzionare i diritti già venduti alla Blackhawk Films. (…) Ma la storia non finisce qui. Anzi, peggiora! Nel 1988, Richard Feiner affidò a Michael Agee, un presunto specialista del restauro, i materiali originali delle pellicole di sua proprietà. Agee raccolse tutto il materiale che riuscì a trovare, compresi i negativi conservati nei caveaux della Library of Congress, e mise tutti i nitrati nella cucina della sua casa di Yorba Linda. Niente aria condizionata, caldo estremo... e quando una pellicola iniziava a deteriorarsi, veniva semplicemente scartata per non infettare le altre pizze in metallo. Quando tutti gli elementi della casa di Agee furono finalmente recuperati dalla cineteca dell'UCLA, la maggior parte di essi era già diventata polvere”.

L’articolo citava Rob Stone, all’epoca curatore dell'UCLA (e fino a poco tempo fa impegnato nella collezione della Library of Congress): “Ho preso personalmente i negativi originali di Habeas Corpus e You're Darn Tootin’ e li ho messi in un barile d’acqua per poterli incenerire. Tutto questo perché erano conservati nel suo garage nel sud della California, dove le temperature raggiungevano i 38 gradi. Erano come dei mattoni”. E conclude con una nota importante: “Il materiale sopravvissuto all’UCLA di questi film è tutto ciò che rimane di questi elementi originali, molti dei quali incompleti e fortemente deteriorati, dopo molti anni di permanenza nel caldo di un garage californiano. Fin dalla loro produzione originale, non è stato fatto alcun serio investimento per preservare queste preziose pellicole prima che la Kirch Group incaricasse Richard W. Bann di ricostruire ciò che ha potuto all'inizio degli anni Novanta. Per molti era troppo tardi! La maggior parte dei negativi originali in nitrato è stata pesantemente mutilata, smarrita o talvolta completamente persa. Questo lungo elenco di decisioni finanziarie, contratti di distribuzione e problemi di copyright spiega in gran parte perché di qualsiasi film muto di Stanlio e Ollio pochi negativi originali o grani fini sopravvivono. Era tempo di agire”.

La Kirch Group ha conservato nella sua sede di Monaco le copie nei loro caveaux sottozero, ma alcuni titoli dei film muti erano (e sono) rovinati o perduti per sempre. Per uscire da questo bel pasticcio, la squadra di Bromberg ha fatto ricorso nuovamente ai negativi della Blackhawk Films, e la ricostruzione restituisce questi film allo splendore originale del 1928. 

Vediamo nel dettaglio.

Leave ‘Em Laughing”, conserva le tinte unite in blu per le scene notturne. Mentre il primo rullo proviene dalla Library of Congress, il negativo del secondo rullo è andato perduto: si mescolano tre fonti in 16mm e materiali dalle compilation di Robert Youngson. Credo di aver intravisto qualche frame in più rispetto alle copie passate, e alterna una ottima qualità ad una più bassa, rimanendo lo stesso un restauro che ha miracolato un film non sempre messo bene. Fa ancora ridere, fra l’altro.

The Finishing Touch” rispecchia esattamente cosa viene riportato nel libricino: un puzzle da incubo, con un risultato abbastanza soddisfacente. Si conferma che tutti gli elementi disponibili avevano problemi di contrasto, messa a fuoco e quadro: il negativo della Library of Congress in 35mm viene mescolato con quello formato 16 e alcuni “pezzi” dalla compilation “L’allegro mondo di Stanlio e Ollio” (1965). Si vede comunque bene rispetto a tutte le copie circolanti finora: la grana a volte rovina il quadro, ma è fondamentalmente intero e ben messo. Rivedendolo, ho apprezzato molto il lavoro dei comprimari. 

From Soup to Nuts” soffriva di pochi materiali esistenti. Il libricino informa anzi che nessun materiale originale in 35mm è sopravvissuto, tranne quella della compilation prima citata, del totale di soli nove minuti. Sono state ripristinate tutte le didascalie, e usato materiali in 16mm, di ottimo stato, a parte alcuni passaggi. Ancora oggi fa ridere, e il piglio “rozzo” della coppia si rispecchia in alcune gag grossolane, come loro che commentano le forme di Anita Garvin, o Stan che serve la zuppa infilando il dito nella scodella (e quando Babe lo guarda male, si pulisce il dito e ci infila un altro) o che mette il piede nell’insalata quando Babe cerca di coprirlo perché in mutande.

You ‘re darn tootin”, la comica messa meglio nel primo volume, proviene da un 35mm ristampato negli anni ’80, e nel passaggio fra il primo e il secondo rullo, solitamente deteriorato, si è salvato grazie ad una copia in 16mm proveniente dalla collezione di Youngson. Qualità eccezionale, nei limiti del possibile. La musica viene da un “live” dove si sentono – basse - anche delle risate del pubblico.

Their Purple Moment” proviene dal 35mm della Blackhawk, ma secondo le note sono intervenuti digitalmente più del solito per pulire la grana. La copia è ottima, nonostante in alcuni punti sembra meno nitida. Curiosità: comparati ad oggi, i 12 dollari da pagare alla ragazza delle sigarette sono 212 di oggi!


Should married men go home?”, è presentato con una ottima copia da un negativo 35mm della Blackhawk. Il film ha un ritmo che a volte cede, ma ha delle belle gag. Si noti come Edgar Kennedy sia stato quasi onnipresente nei loro film per tutto il 1928. Il rarissimo backstage girato sia nelle location esterne che negli studi Roach è davvero un documento eccezionale, dove appare fra l'altro anche Charley Chase. Il filmato è completo e scansionato in 5K.

 “Early to Bed”, ha sofferto una lavorazione più impegnativa, e si vede, risultando meno nitida di quanto si aspetti, ma con una immagine quasi sempre pulita.



Two tars” ha imperfezioni prevedibili, ma è la copia migliore e completa mai vista. La comica aveva dei problemi alla fonte di un negativo conservato al MoMa di New York - "gli specialisti possono tuttavia notare lievi imperfezioni visive", segnalano le note del booklet - ma sono stati corretti molti difetti noti alle copie precedentemente pubblicate. Rimane ancora oggi uno dei migliori film comici muti mai girati.

Habeas corpus”, la sorpresa del secondo disco, è una copia perfetta che sembra essere stata stampata ieri. Come altri corti qui presenti, è presente la registrazione su dischi Vitaphone che sincronizzava le musiche e gli effetti sonori (qui fondamentali per alcune gag), un sistema non perfetto all'epoca come sincronizzazione, qui corretta per montarla sul film restaurato.



We Faw Down” circolava in copie 16mm piuttosto scadenti, qui risorge letteralmente in una copia perfetta.





Negli extra, “Now I’ll Tell One”, è come vederlo per la prima volta, e si vede molto bene. Stesso discorso per “Galloping Ghosts” e “Eve’s Love Letters” (ottimo film). “A Pair of Tights”, oltre ad essere molto divertente ancora oggi, si è conservato benissimo perché era uno dei titoli più venduti del catalogo Blackhawk. Una delle fonti proviene dalla compilation di Youngson, “When Comedy Was King” (1960).

Molto interessanti le testimonianze audio raccolte da Randy Skretvedt di Hal Roach (“Stan Laurel era il miglior gagman sulla piazza, come Chaplin, ma come creatore di storie non valeva un nichelino”), Anita Garvin e di Thomas Benton Roberts, attrezzista degli studi che ha lavorato con la coppia negli anni ’20. Un altro gran lavoro è il documentario sulle location, realizzato aiutandosi con le mappe aeree di Culver City, quartiere di Los Angeles dove si trovavano non solo gli Studi Roach, ma le zone dove Laurel e Hardy hanno girato i loro film.

Conclusione, pur con alcuni inevitabili difetti vista l’irreperibilità di alcuni materiali, soprattutto nei primi film del 1928, questi restauri presentano le migliori versioni di sempre. E come è accaduto con il primo volume, questa nuova edizione permette di apprezzare di più le performance degli attori, e alcune finezze nelle gag. Si attende il volume 3 con le comiche del 1929 per il prossimo anno, sicuramente un altro bel lavoro di restauro.