lunedì 24 settembre 2012
Tornano Stanlio e Ollio su Raitre
sabato 1 settembre 2012
Don Camillo sconosciuto
In questi giorni ho lavorato ad un film documentario: Don Camillo sconosciuto. Esiste un Don Camillo inedito al grande pubblico italiano? Per tutti coloro che non hanno mai visto o comprato i primi due film della celebre serie in lingua francese, andrebbero incontro ad una bella sorpresa. Infatti, "Le Petit Monde de don Camillo" e "Le Retour de don Camillo" non sono semplicemente le versioni doppiate in francese di "Don Camillo" (1952) e "Il ritorno di Don Camillo" (1953), ma praticamente due film diversi, in quanto contengono inquadrature e intere sequenze che non sono presenti nelle versioni in italiano.
Come qualcuno potrebbe pensare, non si trattò di un intervento censorio, ma di una precauzione del produttore Giuseppe Amato per evitare noie con la Chiesa, visti il protagonista sacerdote e il soggetto principale. La produzione venne affiancata ufficiosamente dalle autorità ecclesiastiche per modificare la sceneggiatura, renderla più addomesticata e leggera rispetto alla prima bozza, più fedele al romanzo originale, che ricordiamo aveva un tono più realistico e un parroco più litigioso, e intervenire in fase di montaggio. La figura chiave di questo intervento era monsignor Albino Galletto, che dal 1948 ricopriva la figura di assistente ecclesiastico dell’Ente dello Spettacolo, l’ordinamento del Centro Cattolico Cinematografico, nato nel 1935, che pubblicava, fra le altre, le Segnalazioni Cinematografiche con le valutazioni dei film programmati durante l’anno in Italia: fondamentale, in questo senso, avere una sua approvazione per la distribuzione regolare del film nelle migliaia di sale gestite dal Vaticano in tutta la Penisola; l’accordo, tuttavia, pur informale, non deve aver coinvolto la co-produzione francese, per questo fu concesso al regista Julien Duvivier di lasciare al montaggio numerose sequenze che Giuseppe Amato, il produttore, tagliò per la versione italiana (non senza protesta da parte di Giovannino Guareschi). In alcuni casi, si trattò di riprese differenti, un missaggio con alcune varianti al doppiaggio, e scene inedite nelle copie italiane. Queste differenze interessarono i primi due film della saga.
Questo documentario le raccoglie tutte, incluse un paio sfuggite agli autori dei libri, altamente consigliati, che mi hanno spinto a lavorare al documentario: Don Camillo mai visto, a cura di Egidio Bandini, Giorgio Casamatti, Guido Conti, MUP Editore, 2007, e Don Camillo e Peppone, cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, di Riccardo Esposito (Le Mani, 2008).